COMUNICATO 9 giugno 2025 Nuovi incontri: all’ARAN per il rinnovo del CCNL 2022/2024 e al Ministero dell’Università e la Ricerca (MUR)
Mercoledì 28 maggio u.s., si è svolto all’ARAN un ulteriore incontro di trattativa per il rinnovo del CCNL 2022/2024 (di fatto ormai scaduto) ed il giorno seguente un incontro al MUR, convocato su esplicito sollecito da parte delle rappresentanze sindacali, che era stato promesso dalla delegazione ministeriale stessa nell’incontro dello scorso 10 gennaio.
Incontro all’ARAN
Da inizio anno si sono svolti quattro incontri all’ARAN, sui primi due vi abbiamo riepilogato la situazione nel nostro comunicato del 20 marzo scorso (1); solo in due di questi incontri si è entrato nel merito della trattativa contrattuale. Gli altri due hanno riguardato uno la firma delle sequenze contrattuali e l’altro l’esposizione delle disponibilità finanziarie per il rinnovo stesso come previste nelle leggi di bilancio del triennio relativo.
Il percorso per il rinnovo del CCNL si preannuncia decisamente lungo. Al momento la discussione si focalizza sulla parte generale del nostro contratto, che consta di circa 260 pagine, in particolare sulle parte delle relazioni sindacali. Pertanto, non si è ancora affrontato il merito delle differenti sezioni anche se, come largamente prevedibile e comprensibile, la parte principale della discussione verte sulle problematiche della scuola. Il nostro così detto “compartone” comprende infatti, come è noto, quattro settori: scuola, università, ricerca ed AFAM.
Come FGU-DR-ANPRI abbiamo sottolineato all’ARAN quattro punti principali, in parte condivisi anche da altre sigle sindacali.
- Incrementi retributivi insufficienti: la disponibilità economica prevista nelle leggi di bilancio consente degli incrementi stipendiali intorno al 6%, mentre l’inflazione reale nel periodo in questione si attesta intorno al 16%. E’ evidente quanto difficile sia la sottoscrizione del contratto in queste condizioni economiche.
- Progressioni di carriera per i livelli I-III: abbiamo richiesto che, analogamente a quanto previsto per le progressioni di carriera per il personale inquadrato nei livelli IV-VIII, si preveda che anche “i criteri generali per le progressioni” relativo al personale dei livelli I-III siano oggetto di contrattazione integrativa nazionale.
- Discussioni separate per le diverse sezioni: chiediamo di affrontare separatamente le discussioni delle diverse sezioni, così come si è fatto nel precedente contratto, in modo da poter approfondire le specifiche problematiche in maniera più dettagliata ed efficace.
- Ritardi nella ratifica degli accordi integrativi: abbiamo evidenziato – pur consci che l’argomento esula dalle competenze esclusive dell’ARAN – come le procedure previste per la ratifica degli accordi contrattuali collettivi integrativi (art. 8 CCNL 2019/2021) sono sempre più lente provocando ritardi nell’applicazione degli accordi integrativi a volte anche superiori all’anno.
Incontro al MUR
Il giorno successivo si è svolto al MUR alla presenza del Capo di Gabinetto e della Segretaria Generale un incontro con tutte le sigle sindacali firmatarie del contratto. L’ascolto da parte dei responsabili del MUR, così come da loro esplicitamente definito, si è protratto a lungo anche in considerazione dei settori e argomenti da affrontare. Da sottolineare la presenza del rappresentante della Coper (Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca) mentre – contrariamente a quanto avvenuto in passato – era completamente assente la rappresentanza della CRUI (i Rettori delle Università pubbliche italiane).
Abbiamo esposto, nonostante lo stretto contingentamento dei tempi a disposizione delle singole sigle, cinque punti principali.
- Legge delega AS1192: abbiamo richiesto quali siano le intenzioni del Governo riguardo la legge delega presentata ed approvata al Senato (AS1192) (2), ora in discussione alla Camera (3), a questo proposito il Capo di Gabinetto del MUR ha risposto che non sono previste riforme ordinamentali anche perché la delega non prevede i necessari principi e criteri direttivi previsti dall’art. 76 della Costituzione. La legge delega, che pensavamo potesse avere ampi margini di manovra, viene ora relegata a compiti di sostanziale “stesura di testi unici” nei quali non sarà quindi possibile fare quegli interventi – a nostro avviso essenziali – per la valorizzazione professionale e riconoscimento del merito per i Ricercatori e Tecnologi a nostro avviso non più procrastinabili e che possono essere fatti solo con un intervento di tipo legislativo.
- Ritardi nel rinnovo della governance del CNR: abbiamo sottolineato gli incomprensibili ritardi nel rinnovo della Presidenza e Consiglio di Amministrazione del CNR che è al momento di fatto privo di governance. Problema presentatosi già nel recente passato per un altro importante ente di ricerca, l’ENEA, vigilato da un altro ministero e che speravamo non si ripresentassero quando a dover nominare è il MUR, come è nel caso del CNR.
- Valorizzazione della ricerca: sulla problematica generale del settore ricerca abbiamo sottolineato come, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, il prodotto interno lordo pro-capite del nostro paese fosse nel 1980 del 20% inferiore a quello medio dei paesi più avanzati. Oggi siamo al 46% in meno! La capacità innovativa, e quindi la funzionalità del sistema ricerca, sono – ovviamente – un elemento che incide fortemente su questo risultato dimostrando quando questo settore non sia sufficientemente considerato e valorizzato.
- Inadeguatezza delle nuove piattaforme digitali per gli acquisti: le piattaforme digitali per gli acquisti introdotte nella pubblica amministrazione (MEPA, UBUY, NovaPA) sono, a nostro avviso, inadeguate per le esigenze estremamente varie e diversificate, dovute alla particolare complessità e articolazione del lavoro di ricerca. Bisognerebbe pensare a delle specifiche soluzioni per questo settore.
- Contratti pre-ruolo: la ormai lunga querelle sul così detto pre-ruolo iniziata con l’istituzione del contratto di ricerca, introdotto nelle fasi finali del governo Draghi, è proseguita recentemente – dopo che il MUR ha deciso di non prorogare ulteriormente l’assegno di ricerca nel 2025 – attraverso la presentazione del Governo di un emendamento al decreto legge n. 45 del 7 aprile u.s. (4). L’emendamento, che di fatto sostituisce il disegno di legge AS1240 (5) introduce due nuove figure contrattuali – sia nell’Università che negli EPR – nella carriera dei Ricercatori/Tecnologi: gli incarichi di ricerca e gli incarichi post-doc. E’ inoltre da sottolineare la presentazione in alcuni enti di disciplinari sul contratto di ricerca che lo definiscono, a nostro avviso senza nessuna motivazione, come un rapporto di lavoro parasubordinato (6). Abbiamo quindi espresso forti perplessità sulla coerenza complessiva delle regole che si vanno a configurare e che secondo la FGU-DR-ANPRI non creano le premesse ideali per aumentare l’attrattività della carriera nella Ricerca per i nostri giovani, che rappresentano la linfa vitale della nostra attività come parte essenziale del sistema Paese stesso.
Eleuterio Spiriti
(Coordinatore Generale FGU Dipartimento Ricerca)
- COMUNICATO 20 marzo 2025 “Achille e la tartaruga”: le sequenze contrattuali del CCNL-2019/2021
- https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?tab=datiGenerali&did=58390
- https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=2393
- https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=EMENDC&leg=19&id=1455457&idoggetto=1452232
- https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=58531
- https://www.anpri.fgu-ricerca.it/contrattisti-infn-figli-di-un-dio-minore/
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